12 giugno 2013 Pianeta Donna -Essere Sani

Come curare il dolore senza farmaci
di Giuseppe Esposito
Generalmente condiviso è l’assunto per cui il farmaco sia un veleno, necessario in taluni casi (come patologie oncologiche o croniche od infettive), che, assieme al beneficio in ordine alla malattia, reca con sé anche numerosi effetti collaterali, che provocano danni gravi (assuefazione, shock anafilattico, ecc…) allorché il suo utilizzo sia doverosamente prolungato nel tempo. Ma esiste un’alternativa per curare il dolore senza farmaci? Certo che sì: vediamo quale.
1 Il dolore è una sensazione spiacevole che abbraccia tutti i sensi, fisici od emotivi e che in certi casi può addirittura diventare cronico (quando perdura oltre sei mesi), con ovvie conseguenze negative per la propria qualità di vita. Capita spesso, infatti, che a causa dell’uso prolungato di un farmaco utile ad una certa patologia, un paziente si trovi a dover correre ai ripari per i danni che lo stesso abbia intanto arrecato all’organismo con conseguente dispendio, non solo economico, ma anche di salute e serenità. Oltre alla soluzione omeopatica, certamente valida in sostituzione al farmaco e di gran voga in questi ultimi anni, per alcune patologie, essa risulta assai inefficace! Ma c’è un’altra funzionale risposta alla cura antalgica, che non faccia del farmaco il proprio fulcro e che risiede nella Scrambler Therapy, una terapia innovativa nata all’estero e praticata in Italia solo da alcuni medici specialisti dislocati sul territorio nazionale e, purtroppo, non ancora entrata nelle maglie del Servizio Sanitario Nazionale, per cui l’accesso alla stessa è ancora a pagamento! 2 Vediamo come funziona: attraverso l’applicazione di elettrodi sulla pelle, la macchina utilizzata per la Scrambler Therapy agisce, attraverso l’elettricità, sul dolore, alterando la nocicezione da parte del paziente. In questo modo l’informazione neuronale del dolore non arriva al cervello ed è come se l’organismo non lo stesse patendo. Il dolore c’è, ma non è più avvertito, in quanto è stata neutralizzata la sua informazione. L’effetto è immediato sull’area trattata e, quindi, su tutto l’organismo, che beneficia di una maggiore rilassatezza dovuta ”all’assenza” del dolore. Non dando assuefazione, la terapia può avvenire anche ciclicamente, ove sia necessario. In alcune patologie, infatti, essa risulta risolutiva, in altre (oncologiche, per esempio) non può che essere da mantenimento. Ovvi i risvolti positivi, soprattutto rispetto alla totale assenza di quegli effetti collaterali tipici dei farmaci; e soprattutto quando vengano trattate patologie, come tumori, artrosi, diabete, cefalee, ed altre ancora, dove spesso si convive col dolore quasi fosse un fardello cui ci si rassegna.

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